Alimentazione sostenibile, il decalogo di Greenpeace

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Alimentazione sostenibile

Mangiare alimenti gustosi, sani, ma anche sostenibili: un approccio alla dieta non sempre scontato, ma ora, per facilitarlo, Greenpeace pubblica il suo decalogo, che contiene consigli e osservazioni che aiutano a capire i perché delle scelte alimentari migliori.

Una sintesi del decalogo

 

1) Frutta e verdura. Oltre a indicare gli ortaggi e la frutta da preferire nelle diverse stagioni Greenpeace ricorda che i prodotti in vendita in stagioni diverse da quelle classiche arrivano spesso da paesi esteri, e che questo ha un impatto non trascurabile a causa del trasporto. In etichetta è riportato il luogo d’origine.

eco menu greenpeace frutta verdura carne alimentazione sostenibile Alimentazione sostenibile, il decalogo di Greenpeace eco menu greenpeace frutta verdura carne 450x3842) Carne: è necessario ridurne il consumo fino a una-due porzioni a settimana. Bisognerebbe poi scegliere carne biologica o comunque proveniente da allevamenti che si conoscono, anche attraverso i gruppi di acquisto solidale o GAS. In questa voce c’è un alert: le diciture “prodotto italiano” o “allevato in Italia” indicano solo l’origine del prodotto ma non dicono nulla sul tipo di allevamento; non esiste l’obbligo di specificarlo (in Italia).

3) Uova. Sempre meglio preferire le uova biologiche di galline allevate all’aperto. Per riconoscerle basta osservare il primo numero del codice alfanumerico sul guscio: è uno zero. Anche qui l’alert di Greenpeace riguarda diciture come “prodotto in cascina” o “come da tradizione” che non significano nulla e non danno alcuna informazione specifica sul metodo di allevamento; i codici 3, 2 e 1 indicano, rispettivamente, le galline allevate in gabbia, a terra o all’aperto in modo intensivo.

eco menu greenpeace uova latticini alimentazione sostenibile Alimentazione sostenibile, il decalogo di Greenpeace eco menu greenpeace uova latticini 450x4024) Latticini. Ogni settimana bisognerebbe consumare non più 600 grammi tra latte e latticini, preferendo quelli provenienti da allevamenti ecologici nei quali, cioè, gli animali sono allevati all’aperto, senza sofferenze, e nutriti con residui agricoli e pascoli, senza uso di pesticidi, e nei quali il terreno non è stato sottratto alla produzione alimentare per fare posto alle monocolture di soia e mais.

5) Pesce. Bisogna preferire pesce pescato con metodi artigianali a quello allevato o pescato in maniera distruttiva, e leggere bene le etichette, che contengono tutte le informazioni necessarie su provenienza, specie, metodo di produzione e di pesca.

eco menu pesce sottocosto alimentazione sostenibile Alimentazione sostenibile, il decalogo di Greenpeace eco manu pesce sottocosto 450x4386) Sottocosto. Spesso in questa categoria rientrano alimenti ottenuti sfruttando il lavoro e usando massicce dosi di pesticidi, erbicidi e fertilizzanti: la qualità ha un prezzo.

7) Mode insostenibili. Avocado, banane, ananas e quinoa sono esempi di alimenti che vanno di moda ma che spesso si portano dietro storie di sfruttamento e di monocolture estensive devastanti. Meglio scegliere alternative altrettanto nutrienti e buone.

eco menu greenpeace mode proteine vegetali alimentazione sostenibile Alimentazione sostenibile, il decalogo di Greenpeace eco menu greenpeace mode proteine vegetali 450x4038) Proteine vegetali. Legumi, cereali e frutta secca contengono molte proteine che possono sostituire la carne: è opportuno conoscerli meglio. Se correttamente abbinati tra loro e inseriti nella dieta, permettono di avere un’alimentazione completa, equilibrata e sostenibile.

9) Confezioni. Per quanto possibile, è sempre meglio comprare cibo sfuso e portare la borsa adatta da casa, per ridurre il consumo di plastica.

eco menu greenpeace confezioni cibi processati alimentazione sostenibile Alimentazione sostenibile, il decalogo di Greenpeace eco menu greenpeace confezioni cibi processati 450x27810) Cibi processati. Qui si cita la famosa frase di Michael Pollan: Non mangiare nulla che tua nonna non riconoscerebbe come cibo, ovvero limita i cibi ultra-trasformati, che spesso hanno uno scarso valore nutrizionale e sono dannosi per l’ambiente per l’elevato livello di lavorazioni che richiedono.

La dieta migliore è quella mediterranea, di cui Greenpeace riporta una sintesi elaborata dagli esperti della Harvard Chan School of Public Health di Boston, a conclusione del manifesto.

Alimentazione sostenibile, il decalogo di Greenpeace

 

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