Alimenti e farmaci, sarà vero che possono esserci interferenze?

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Alimenti e farmaci, interferiscono?

Gli alimenti possono interferire con i principi attivi di alcuni farmaci, per questo motivo prima di assumerli è sempre meglio informarsi correttamente.

Vediamo alcuni esempi

  • La levotiroxina, presa in caso di ipotiroidismo, va assunta al mattino a stomaco vuoto, almeno mezz'ora o un'ora prima di assumere qualsiasi cibo. Inoltre occorre prestare attenzione se si utilizzano farina di soia, noci e fibra alimentare;
  • con gli antistaminici, presi in caso di allergie, è meglio evitare l’assunzione di bevande alcoliche che possono aumentare la sonnolenza causata da questi farmaci;
  • la teofillina, un broncodilatatore contro l’asma, non va assunto con alimenti e bevande che contengono caffeina, che possono aumentare la probabilità di effetti collaterali, come eccitabilità, nervosismo e tachicardia;
  • i bisfosfonati, presi in caso di osteoporosi, agiscono se assunti a stomaco vuoto, quindi vanno presi al mattino, appena svegli, con un bicchiere di acqua naturale (non minerale), da seduti o in piedi, e non bisogna distendersi prima di aver assunto il primo pasto della giornata;
  • gli antagonisti della vitamina K/anticoagulanti, come il warfarin, possono essere assunti sia a stomaco pieno che vuoto. La vitamina K contenuta negli alimenti può rendere il farmaco meno efficace, perciò i cibi ricchi di vitamina K come broccoli, cavoli, spinaci, cime di rapa e cavoletti di Bruxelles vanno evitati, così come il succo di mirtillo o i prodotti a base di mirtillo.

Inoltre molti integratori alimentari e vitamine possono interagire con gli anticoagulanti e ridurne il beneficio o aumentarne i rischi.

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Alimenti e farmaci, sarà vero che possono esserci interferenze? Dott.ssa Laura Dipasquale Biologa Nutrizionista

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