Privacy Policy Celiachia: Cause e Follow Up

Celiachia: Cause e Follow Up

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Cos’è il glutine?

Il glutine, contenuto in cereali ampiamente utilizzati nell’alimentazione umana, è rappresentato da un ampio spettro di proteine suddivise di due frazioni: Gliadine e Glutenine.

Alcuni epitopi del glutine sono più immunogenici di altri. In particolare, il peptide immunodominante 33-mer, che consta di 33 aa appartenenti alla frazione dell’α-gliadina, è il frammento maggiormente immunogenico con 6 epitopi DQ2-ristretti e parzialmente sovrapposti (dovuti alla presenza di prolina e glutammina).

La prolina conferisce oltre che resistenza alla proteolisi anche una conformazione ad elica capace di rafforzare il legame con le molecole HLA-DQ2 e HLA-DQ8 espresse dalle cellule che presentano l’antigene.

La Gliadina è, inoltre, il substrato preferenzialmente sfruttato per la deaminazione, a carico della transglutaminasi tissutale, responsabile dell’aumento dell’immunogenicità del glutine stesso.

Tale fenomeno, che attiva l’azione dei linfociti T, porta a lesioni istologiche tipiche della malattia celiaca, quali atrofia dei villi intestinali, iperplasia delle cripte e linfocitosi intraepiteliale.

glutine Celiachia: Cause e Follow Up

Qual è la strategia più opportuna per individuare i soggetti affetti da Celiachia?

Attualmente l’iter diagnostico prevede la ricerca dei marcatori sierologici di celiachia: anticorpi anti-tTG nei soggetti con sintomi tipici o atipici o ancora nelle situazioni a più alto rischio, ovvero in presenza di malattie autoimmuni o sindromi, in questo caso importante sarà anche l’esecuzione del test genetico per la determinazione della presenza degli alleli del sistema maggiore di istocompatibilità di classe II (definiti HLA), più precisamente DQ2 e DQ8.

Ne consegue la ricerca degli anticorpi IgA, e successivamente se necessario anche IgG.

Come ultimo step, si ricorre alla biopsia duodenale, che prevede almeno 4 prelievi, due in prossimità del bulbo e 2  nel duodeno distale, eseguite con estrema precisione con tagli in posizione ortogonale.

Sulla base dei prelievi ottenuti sarà, poi, importante determinare la porzione analizzata prendendo in esame la scala di Marsh, la quale classifica come:

  • Non atrofiche le lesioni di grado 1 e 2, in concomitanza di aumento dei linfociti intraepiteliale in presenza o meno di iperplasia delle cripte
  • le lesioni di grado 3 a loro volta distinguibili in:
  • lievi (tipo 3a),
  • parziali (3b)
  • subtotali (3c).

In relazione alle linee guida ESPGHAN, nei bambini e negli adolescenti con elevati titoli anticorpali e genetica positiva, può essere omessa la procedura bioptica, procedendo comunque alla diagnosi di celiachia e intolleranza al glutine.

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