Privacy Policy Cellulite, un problema tutto al femminile

Cellulite, un problema tutto al femminile

0 245

Ricevi aggiornamenti in tempo reale direttamente sul tuo device, iscriviti subito.

È arrivata l’estate e con essa la prova costume, ed ecco che dopo i mesi invernali torna un tanto odiato problema tutto al femminile: cellulite!

La pannicolopatia edematofibro-sclerotica (PEFS), che tutte noi conosciamo come cellulite, è uno stato infiammatorio del tessuto adiposo sottocutaneo che coinvolge anche epidermide e derma. La cellulite, un problema che interessa il 98% delle donne e si localizza soprattutto a livello di fianchi, cosce e glutei, a causa della sua grande diffusione è stata sottovalutata per anni poiché considerata un semplice inestetismo, ma ad oggi il mondo scientifico è concorde nel ritenerla una vera e propria condizione patologica.

Cellulite cellulite Cellulite, un problema tutto al femminilePerché si forma la cellulite

Il tipico e tanto odiato aspetto a “buccia di arancia” della pelle è dovuto ad alterazioni che derivano in primo luogo dalla degenerazione del microcircolo linfatico e venoso. Esiste infatti un preciso equilibrio che vede protagonisti il flusso sanguigno, il cui compito è quello di cedere alle cellule e ai tessuti una certa quantità di liquidi contenenti sostanze nutritive e ossigeno, ed il flusso linfatico, il cui compito invece è quello di riassorbire tali liquidi per portarsi dietro tutte le sostanze di scarto da eliminare. Nel momento in cui questo equilibrio si altera, si ha una maggior fuoriuscita di liquidi nei tessuti non bilanciata da un altrettanto riassorbimento da parte della linfa, creando così una ritenzione di liquidi nei tessuti stessi. Questa condizione andrà a compromettere il processo di lipolisi e si avranno accumuli localizzati di trigliceridi, acidi grassi e ristagno di sostanze tossiche e di scarto difficilmente smaltibili. Per rispondere a questo fenomeno, le cellule adipose si gonfiano e le fibre di collagene, che rendono la pelle elastica, si comprimono rischiando la rottura. Si formano così quei noduli responsabili dell’aspetto “a buccia d’arancia”.
La cellulite quindi non è appannaggio esclusivo di condizioni di sovrappeso e obesità, ma può manifestarsi anche in persone magre.

Nello sviluppo di questo inestetismo entrano in gioco anche molteplici altri fattori.

Di indubbia importanza sono i fattori genetico-costituzionali legati al fatto che le donne presentano non solo una maggiore percentuale di grasso rispetto all’uomo, ma anche una maggiore tendenza ad accumulare tessuto adiposo.

Si aggiungono inoltre fattori ormonali il cui ruolo più importante è ricoperto dagli estrogeni da cui dipende la distribuzione del grasso corporeo e della cellulite e che favoriscono la ritenzione idrica, la stasi circolatoria e l’accumulo di tessuto adiposo sulla parte inferiore del corpo. Agli estrogeni viene inoltre imputato un effetto di rilasciamento delle fibre elastiche e muscolari delle pareti dei vasi venosi e linfatici con conseguente perdita di tono muscolare e aumento della permeabilità capillare.

Anche il progesterone, ormone prodotto dalle ovaie nella seconda parte del ciclo mestruale, non è un buon alleato: esso infatti induce il riassorbimento di sodio e acqua da parte dei reni, causando un ulteriore accumulo di liquidi che favorisce lo stato edematoso tipico della cellulite e il senso di gonfiore spesso lamentato dalle donne in fase premestruale.

Ultimi, ma non per importanza, sono i fattori comportamentali tra cui possiamo menzionare il fumo di sigaretta, una dieta povera di frutta e verdura, una scarsa idratazione, la mancanza di una regolare attività fisica, la moda del momento che prevede l’uso di pantaloni stretti… tutte abitudini che, se associate, scatenano lo sviluppo dei cuscinetti di grasso in seguito all’alterazione della circolazione superficiale, portando ad una minora irrorazione sanguinea e ossigenazione dei tessuti.

La cellulite può essere classificata in quattro gradi o stadi secondo i cambiamenti istopatologici e clinici.

Grado I (edematoso)    
La paziente è asintomatica e non ci sono alterazioni cliniche.  La cellulite è dovuta alla presenza di edema in seguito a stasi venosa e ristagno di liquidi nei tessuti. È difficile da riconoscere ad occhio nudo perché in seguito a compressione non rimangono segni. In questo caso non c’è da preoccuparsi perché è uno stadio del tutto reversibile.

Grado II (fibroso)           
In questo stadio si ha la presenza di micronoduli poiché, in seguito alla penetrazione dei liquidi, le cellule di grasso si distanziano l’una dall’altra e si ingrandiscono rimanendo imprigionate nei tessuti e comprimendo le fibre elastiche. Dopo compressione, o contrazione muscolare, la pelle assume il noto aspetto a “buccia di arancia” e al tatto si possono già percepire dei piccoli noduli. Anche questo stadio è reversibile, ma se si torna a prendere peso la cellulite potrà ricomparire.

Grado III e IV    
Questi ultimi due stadi sono quasi irreversibili: l’aspetto a buccia d'arancia è evidente anche a riposo e si ha la formazione di noduli più grandi, percepibili al tatto e dolenti. La fibrosi iniziale si è trasformata in vera e propria sclerosi dei tessuti, i quali hanno ingabbiato in grossi ammassi duri i micronoduli precedenti. La pelle non solo presenta avvallamenti e macchie che le conferiscono il caratteristico aspetto cosiddetto “a materasso”, ma è dolente anche in seguito a leggera pressione ed è fredda al tatto a causa di un’insufficienza circolatoria.

Prevenire e combattere la cellulite con l’alimentazione
Il ruolo di una dieta specifica per ridurre il tessuto adiposo e quindi migliorare la sintomatologia è di indubbia importanza, ma ciò che è emerso dagli studi è che per la riduzione della cellulite bisogna concentrarsi più sulla composizione qualitativa della dieta che sull’aspetto quantitativo. Bisogna quindi agire sulla tipologia di alimenti assunti in questo modo:

  • Rimuovendo gli zuccheri semplici, che possono aumentare il livello dei prodotti finali della glicazione avanzata (AGE) e la conseguente rottura del collagene.
  • Aumentando il consumo di acidi grassi mono e polinsaturi, correlati alla riduzione di fattori pro-infiammatori.
  • Aumentando l’apporto di nutrienti come zinco e vitamine A, C e D perché possono agire a livello dell'epidermide, del derma e delle fibre di collagene.
  • Mangiando più frutta, verdura e cereali che sono ricchi di terpenoidi e polifenoli capaci di controllare la differenziazione degli adipociti, e di silicio capace di agire sul metabolismo del tessuto connettivo.
  • Bevendo molta acqua e svolgendo una regolare attività fisica.

Cibi anticellulite

Ananas e papaia: contengono enzimi capaci di contrastare efficacemente la ritenzione idrica anche nei casi più ostinati. Queste sostanze sono concentrate soprattutto nelle parti meno commestibili, quali il gambo dell’ananas e le foglie della papaia: per questo consiglio di recarsi dal proprio erborista di fiducia e farsi preparare un mix di queste erbe essiccate.

Frutti di bosco e frutti rossi: fragole, ribes, more e mirtilli, oltre ad avere azione diuretica, sono ricchi di flavonoidi, acido salicilico e vitamina C, che contribuiscono a mantenere forti le pareti dei capillari.

Agrumi e kiwi: sono ricchi di vitamina C capace di proteggere i capillari. Il limone in particolare è ricco di citrati che aiutano il sangue a mantenersi fluido e a eliminare le tossine.
Banana: grazie al suo elevato contenuto di potassio, se matura, aiuta a contrastare efficacemente la ritenzione idrica causata dal sodio.
Cioccolato fondente: Il cacao è ricco di antiossidanti capaci di contrastare il grasso responsabile della cellulite e di migliorare la funzione di tutte le cellule, comprese quelle responsabili dell’elasticità e della compattezza della pelle. Consiglio alle più golose di consumare un piccolo quadrato di cioccolato fondente (cacao 80%) al giorno.

Olio d'oliva: fornisce al corpo grassi monoinsaturi e polifenoli che mantengono sana la tiroide. Una tiroide correttamente funzionante stimola il metabolismo, brucia i grassi e stimola le cellule a favorire la ricostruzione della pelle.

Tè verde: la sua azione è dovuta essenzialmente all’epigallocatechine gallato (EGCG), principio attivo che accelera il metabolismo e brucia i grassi. Inoltre, la piccola quantità di caffeina contenuta nel tè funziona con l'EGCG per eliminare le tossine e disidratare il grasso, riducendo il raggrinzimento. Non può essere sostituito con il caffè perché le sue quantità elevate di caffeina disidratano troppo il corpo, inducendolo a trattenere liquidi e tossine che espandono il grasso sotto la pelle.

Semi di girasole: oltre ad essere ricchi di vitamina E, potassio, zinco e selenio, sono una buona fonte di vitamina B6, fondamentale per il corretto assorbimento dello zinco da parte dell’intestino. Vanta alcune proprietà anticellulite perché aiuta a rafforzare e riparare il tessuto connettivo (il tessuto connettivo debole è uno dei fattori chiave che aggravano la cellulite). Può inoltre agire come un diuretico naturale, eliminando così l'eccesso di acqua e il gonfiore che rendono la cellulite più visibile.

Peperoncino: contenendo molti bioflavonoidi migliora la salute dei capillari e dei vasi sanguigni, oltre a favorire il buon funzionamento dell’intestino.

Cetrioli: grazie al loro elevato contenuto d'acqua (96,5%) sono ottimi alleati nella dieta anticellulite.

Questi sono solo alcuni dei possibili alimenti capaci di contrastare la cellulite, ma solo l’azione combinata di una sana alimentazione, una regolare attività fisica ed una corretta idratazione vi porterà ad ottenere dei risultati visibili e duraturi.

Fonti:

- La cellulite, http://www.nuovaestetica.it/LA_CELLULITE.pdf

- O.N.Da. Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna, In gioco c’è la tua pelle! Previeni la cellulite,  https://www.edizioniscriptamanent.it/sites/default/files/app/dermatology-planet/pubblicazioni//b1fece4158b2115600cbb2600072c6d5.pdf

- Rossi A. B., Vergnanini A. L., Cellulite: a review, «Journal of the European Academy of Dermatology and Venereology», 2002, 14, pp. 251-262

- Hexsel D., Orlandi C., Zechmeister do Prado D., Botanical Extracts Used in the Treatment of cellulite

, «Dermatologic Surgery», 31, 2006, pp. 866-873.

Lascia una risposta

Questo sito utilizza cookies per migliorare la tua esperienza di navigazione. Daremo per scontato che tu sia d'accordo, ma puoi comunque disattivarlo se lo desideri. Accetto Leggi di più