Cicoria e scarola, cibo prezioso per il nostro microbiota intestinale
La cicoria e la scarola sono probabilmente originarie dell’area mediterranea, e venivano utilizzate come piante officinali soprattutto dai Greci e dai Romani.
La cicoria selvatica è molto amara e i suoi corti steli sostengono foglie verdi con il margine dentellato che ricorda il tarassaco, e quando è giovane e tenera si mangia in insalata.
La cicoria riccia si consuma soprattutto in insalata; le sue foglie verdi, molto dentellate, strette ed appuntite raccolte a rosetta, presentano nervature biancastre o rossastre e sono discretamente amare.
La scarola, che forma cespi meno voluminosi, ha foglie larghe meno arricciate e meno amare di quelle della cicoria (le foglie interne, più chiare, sono le meno amare).
Occorre scegliere cespi di cicoria e scarola con il cuore bianco circondato da foglie fresche, lucide, croccanti, bene arricciate e di colore verde brillante. Vanno lavate rapidamente in abbondante acqua corrente, senza lasciarle a bagno, per evitare che le foglie si affloscino. Per conservarle occorre asciugarle bene e riporle in frigorifero in un sacchetto di plastica bucherellato (in questo modo si possono mantenere per una settimana); non vanno conservate in contenitori a chiusura ermetica, altrimenti appassiscono (in questo caso possono rinvenire se immerse in acqua ghiacciata).
Cicoria e scarola si possono consumare sia crude che cotte (come anche la lattuga o gli spinaci). Sono eccellenti fonti di acido folico e potassio, ed hanno proprietà depurative e diuretiche. Contengono inulina, ottima fibra prebiotica per il nostro microbiota intestinale (compreso il caffè di cicoria).
Cicoria e scarola, cibo prezioso per il nostro microbiota intestinale. Dott.ssa Antonella Matteucci Biologa Nutrizionista





