Disbiosi, cos'è e come riconoscerla

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La disbiosi i corrisponde ad un'alterazione qualitativa e quantitativa delle specie batteriche che compongono la flora batterica intestinale, un'alterazione che dà luogo ad un progressivo impoverimento dell'ecosistema batterico. Da questo discende la quasi totalità dei sintomi lamentati dalle persone che ne soffrono.

Ma quali sono i sintomi ed i segni che devono indurre a sospettare l'esistenza di una disbiosi?

1.   Gonfiore e flatulenze addominali che persistono più giorni alla settimana;

2.   Frequenza di muco nelle feci;

3.   Disturbi digestivi con intolleranza a diversi alimenti;

4.   Diagnosi di intestino irritabile, colon irritabile;

5.   Alternanza di stipsi e diarrea;

6.   Feci con consistenza troppo molle o troppo dura;

7.   Diagnosi di malattie autoimmuni.

La presenza di quattro o più dei sintomi sopra elencati, dovrebbe far sospettare una disbiosi e suggerire quindi l'esecuzione di un test del microbioma intestinale. 

Come prevenire e correggere una disbiosi?

Invertire una tendenza alla disbiosi, posto che questa non sia troppo grave e consolidata, può essere difficile e richiedere tempo, ma raramente è impossibile.

Prevenirla è dunque la cosa ideale, ma come?

La strategia per aiutare un bambino ad acquisire un microbioma ricco e variato, che è l'unica garanzia contro lo sviluppo di disbiosi, consiste nel:

  • partorire preferibilmente con metodi naturali;
  • evitare la somministrazione (per quanto possibile) di antibiotici nei primi due anni di vita;
  • allattare il bambino al seno per i primi 12 mesi;
  • svezzare il bambino con puree di verdura e frutta autoprodotte per poi incrementare la quantità di alimenti vegetali presenti nella sia dieta.

Questi accorgimenti dovrebbero poi associarsi con il passare del tempo ad una serie di altre cautele, tra cui l'aumento della quantità di alimenti fibrosi vegetali.

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