Privacy Policy Insetti, il cibo del futuro

Insetti, il cibo del futuro

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Vi sarà sicuramente capitato di sentir parlare di popolazioni che adoperano gli insetti come parte integrante della propria alimentazione. Probabilmente il solo pensiero di ingerire larve o insetti vi suscita disgusto e ribrezzo, ma vediamo insieme perché questo uso si sta diffondendo anche nel mondo occidentale.

Il Ministero della Salute ha recentemente emanato nota informativa riguardante l’uso degli insetti in ambito alimentare, con specifico riferimento all’applicabilità del Regolamento (UE) 2015/2283 relativo ai nuovi alimenti. Nella nota viene specificato che insetti interi– o parti di essi – si annoverano tra i novel food, ma la situazione non è omogenea, mentre in tutti i Paesi europei sarà permesso produrre e vendere insetti da destinarsi all’alimentazione umana, in Italia non sarà ammessa alcuna loro commercializzazione a tale scopo senza il rilascio di una specifica autorizzazione a livello UE in applicazione del già citato regolamento.

La pratica del mangiare insetti è nota come entomofagia e, nonostante la riluttanza di molto consumatori, si sta radicando sempre più nella dieta della popolazione dell’Africa, dell’Asia e dell’America Latina, ma si sta diffondendo anche in quella degli Stati Uniti, dell’Australia e dell’Europa.

Molte persone affermano che non mangerebbero mai insetti, ma non sanno che realtà li consumano ogni giorno, gli insetti sono ovunque a partire da cereali, spezie, frutta e verdura e raggiungono prodotti finiti come farina, cibo congelato, cioccolato, ketchup, caffè, succo di frutta e molti altro ancora. Alcuni studi dimostrano che inconsapevolmente consumiamo circa 500 g di insetti all'anno!

Ma perché mangiare gli insetti? Vediamo insieme alcuni validi motivi.

Sono innanzitutto una buona fonte di proteine e di aminoacidi essenziali il cui contenuto che varia a seconda della dieta loro somministrata: la quantità di proteine di 100 gr di insetti (peso fresco) può variare dal 7 al 48%, valori che possono essere paragonati a quello della carne di manzo (19-26%) o dei prodotti della pesca (10-20%). Sono inoltre ricchi di grassi essenziali, peptidi antiossidanti e di microelementi come ferro, calcio, zinco e vitamine.

In secondo luogo, l’allevamento è a basso impatto ambientale in quanto producono quantità di gas serra e ammoniaca di gran lunga inferiori rispetto alla maggior parte del bestiame, richiedono minor quantità di acqua, mangime e spazio. Per esempio, per produrre 1 kg di carne di vitello vengono impiegati 8 kg di mangime e 15.000 litri d’acqua, mentre per ottenere lo stesso quantitativo di insetti bastano 2 kg di mangime e 7,5 litri d’acqua.

Infine, il loro costo è relativamente contenuto e rappresentano un’importante fonte di cibo in risposta alle crescenti preoccupazioni nel soddisfare il fabbisogno alimentare della popolazione in crescente espansione.

Nonostante questo, nei paesi occidentali l’opinione che abbiamo rispetto agli insetti è veramente negativa. Il maggior ostacolo da superare nel consumo di insetti è il pregiudizio culturale: associamo gli insetti a malattie, infezioni e scarse condizioni igieniche. Trattando però gli insetti nelle stesse condizioni sanitarie di qualsiasi altro cibo, non ci dovrebbero essere rischi di trasmissione di malattie o parassiti all’uomo.

Superando il ribrezzo e la naturale diffidenza nel considerare gli insetti come alimento, possiamo ritenere che in futuro gli insetti commestibili potrebbero diventare una prelibatezza per i consumatori europei e ottimi ingredienti per piatti gourmet.

Proviamo a dar loro una possibilità.

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