La soia è considerata salutare, ma potrebbe ostacolare la fertilità maschile.

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La soia cos’è?

La soia (Glycine max), è un legume, pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Leguminose, è chiamata anche “fagiolo del Giappone” o “grande fagiolo” (nome originario). Importante per il suo alto valore nutritivo, la soia è usata nel settore alimentare che in quello industriale.

Alcuni dietologi lodano le proprietà della soia, ricca di proteine e priva di grassi – e per questo ideale anche per i vegani – ma degli scienziati sostengono che inibisca gli ormoni riproduttivi maschili, ostacolando dunque la fertilità e provocando iposessualità.

Infatti da una ricerca del 2011 ha esaminato gli effetti di questo legume su un soggetto di sesso maschile, che, come parte di una dieta vegana, ne ha mangiato in grandi quantità: dopo un’attenta osservazione è stato scoperto che questo eccessivo consumo gli ha provocato disfunzione erettile e iposessualità. Anche i suoi livelli di testosterone erano diminuiti drasticamente. Conclusioni simili sono state raggiunte anche da altre ricerche, ma condotte sui ratti, il cui organismo è diverso dagli umani.

Questa nota e soprattutto giovane scoperta va attribuita al dietologo Nichola Ludlam-Raine, questo mito deriva da sperimentazioni condotte su animali a cui sono state somministrate dosi di soia estremamente elevate, molto più di quanto l’uomo medio potrebbe mai consumare.

Il latte di soia?

Il latte di soia contiene fitoestrogeni, ormoni affini a quelli femminili, perciò non va bene per gli uomini”. Ma davvero il sesso forte deve tenersi lontano dalla soia? Le numerose proprietà di questo legume orientale, arrivato sulle nostre tavole in tempi abbastanza recenti, ne hanno favorito la diffusione, ma non senza contrasti. In particolare si teme che i suoi fitoestrogeni, utili per riequilibrare le turbe ormonali femminili, soprattutto in menopausa, possano rivelarsi nocivi per gli uomini, e ancor peggio per i bambini, il cui sviluppo sessuale è in corso.

Concludendo….

Affinché’ si verifichi questa condizione patologica, si devono introdurre dosi di soia estremamente elevate, molto più di quanto l’uomo medio potrebbe mai consumare.

Bruno Napolitano
Biologo Nutrizionista

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