Lo sport non ha età

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Lo sport non ha età

Iniziamo sottolineando che i piccoli che praticano attività sportiva non hanno bisogno di mangiare tanto, ma di mangiare bene assumendo tutti i nutrienti necessari per l'accrescimento.
 
Quando parlo di movimento, non mi riferisco solo alla pratica sportiva in sé: il movimento è gioco, è attività all’aria aperta, è fare una corsa o una passeggiata con la famiglia, è interagire con gli altri bambini.
 

Cosa dice la ricerca riguardo allo sport in età pediatrica

 
L'esercizio fisico, che si tratti di sport di squadra, sport individuali o anche solo di andare fuori a giocare, rende l'individuo più creativo e più attento. Può anche aiutare a imprimere l’apprendimento nella nostra memoria muscolare, proprio come un allenamento sportivo.
È sempre più riconosciuto a livello scientifico che l’attività fisica sia determinante per il funzionamento cognitivo e neurale dei bambini oltre ad avere diversi benefici fisiologici e psicologici. I risultati di diverse ricerche mostrano come alti livelli di attività fisica migliorino il funzionamento cognitivo e i risultati accademici nei bambini in età scolare:
  • secondo lo studio condotto nel 2014 (Università del Nord del Texas), l’attività aerobica tra i bambini ha portato a punteggi più alti nei test di lettura e matematica. Gli scienziati dell’Università dell’Illinois, utilizzando i dati della risonanza magnetica per misurare le dimensioni del cervello, hanno scoperto che i bambini di nove e dieci anni fisicamente attivi avevano un ippocampo più grande dei loro coetanei sedentari e hanno ottenuto punteggi più alti nei test di memoria.
  • una meta analisi del 2016 di Jackson e colleghi, ad esempio, ha mostrato che un programma strutturato di allenamento rivolto a bambini tra i 7 e i 12 si associ ad un miglioramento significativo della capacità di inibizione; si tratta di un insieme di capacità che ci permettono di regolare il comportamento in modo da fornire una risposta adeguata alla situazione in cui ci troviamo, è un’importante funzione cognitiva alla base di diversi processi mentali complessi come l’intelligenza, l’interazione sociale e l’abilità di risolvere problemi complessi.
Questo ci fa capire quanto lo sport sia importante, non solo a livello fisico ma anche mentale.
 

Ma da che età si può iniziare a praticare lo sport?

A partire dai 6 anni (quando incomincia la scuola) il bambino può incorrere nel rischio di diventare sedentario. Purtroppo negli ultimi tempi, causa COVID-19, tutti siamo stati costretti a restare in casa e secondo alcuni studi, chi ne ha risentito maggiormente sono i bambini e gli adolescenti.
Stando in casa, tanti di noi hanno deciso di dedicarsi al mondo culinario (cosa positiva da una parte) esagerando con le preparazioni a base di carboidrati (pane, pizze, ciambelloni, crostate e croissant vari) mettendo completamente da parte la pratica sportiva.
Se è vero che palestre, piscine, campi da tennis ecc. sono rimasti chiusi, è anche vero che a casa si può praticare comunque sport ma torniamo ai bambini.
In casa si può giocare ma non è la stessa cosa di correre all'aria aperta in un parco. Per cui, attività motoria assente e abitudini alimentari scorrette hanno portato a far aumentare i dati legati al sovrappeso pediatrico (1 bambino su 3 è sovrappeso -dati ISTAT-).
Fortunatamente, con la vaccinazione e andando verso il periodo estivo, ci avviamo verso la normalità. E' importante spronare il bambino a fare attività fisica ed abituarlo a fargli consumare frutta e verdura fresca di stagione, in quanto durante l’infanzia e l’adolescenza il corpo utilizza energia e nutrienti non solo per lo svolgimento delle attività quotidiane, ma anche per lo sviluppo.
 
Una nutrizione varia e completa, adeguata in termini di calorie e nutrienti, assicura uno sviluppo sano e aiuta a prevenire malattie che possono manifestarsi in età adulta (obesità, ipertensione, diabete, malattie cardiovascolari, osteoporosi).
La giusta dose di attività fisica nell’età della crescita contribuisce anche alla crescita dei tessuti muscolo-scheletrici (ossa, muscoli, legamenti), del sistema cardiovascolare (cuore, polmoni) e del sistema endocrino-metabolico. Favorisce inoltre la coordinazione e la capacità di controllo dei movimenti.
  • Si può iniziare intorno ai 6-7 anni, anche se per il nuoto i più piccoli hanno una naturale predisposizione anche prima.
  • Intorno ai 6 anni si può iniziare con una pratica individuale (ginnastica, scherma, danza), dagli 8 una pratica sportiva collettiva (calcio, pallamano).
È opportuno non esagerare con le ore di allenamento settimanali
 
Secondo le Linee guida per le attività fisiche del Dipartimento della salute e dei servizi umani degli Stati Uniti (pubblicazione nel Novembre 2020) i bambini dai 6 ai 17 anni sono invitati a fare un’ora di attività da moderata a intensa ogni giorno. Raccomandazione uguale rispetto al rapporto precedente, ma la novità è per i bambini più piccoli: i bambini in età prescolare di età compresa tra i 3-5 anni dovrebbero essere “attivi durante il giorno”.

 

Il bambino affetto da qualche patologia può fare sport?

 
È bene non demoralizzare il bambino affetto da qualche patologia e non privarlo della possibilità di praticare attività motoria. In presenza di patologie croniche è necessario verificare preventivamente le condizioni del bambino attraverso esami clinici e strumentali.
Nei bambini con problemi come la dislessia, molti specialisti fanno esercitare i ragazzi con le parole mentre saltano su un trampolino: attività ripetitive, ritmiche, multisensoriali come saltare la corda, ballare, saltare e lanciare una palla coinvolgono il corpo, non solo la mente, aiutandoci ad assorbire meglio le informazioni e conservarle più a lungo.
 

Consigli pratici

 

  1. I bambini che praticano attività amatoriale non devono alterare la quantità dei pasti effettuati abitualmente ma devono mangiare di qualità.
  2. Dopo i 10 anni e per tutta l’adolescenza, quando il ritmo di crescita diventa più intenso, aumentare lievemente le porzioni dei pasti della giornata sportiva.
  3. La reidratazione con acqua naturale è fondamentale durante e dopo lo sport.
  4. Associare esercizio fisico a “diete fai da te” non è benefico per l’equilibrio dello sviluppo psicofisico.
Il motto «mens sana in corpore sano» racchiude una verità ben applicabile all’infanzia e alla pubertà: i bambini che svolgono una regolare attività fisica dimostrano una maggiore fiducia nelle proprie possibilità, sono portati a una maggiore autostima e alla facilità nei rapporti sociali. Ma ovviamente non tutti i bambini sono uguali e soprattutto non tutti amano lo sport allo stesso modo.
Molti bambini si impigriscono, complici gli stimoli passivi come computer, console, tv e smartphone e a volte per un genitore convincerli a fare sport con regolarità può diventare molto complicato come costringerli a mangiare verdura cotta ogni giorno.
 
Lo sport è un elemento fondamentale per il sano sviluppo dei più piccoli, tanto da esser stato riconosciuto dalle Nazioni Unite come un diritto fondamentale.

Lo sport non ha età, Dott.ssa Maris troiani Nutrizionista

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