Mio figlio mangia poco o male? Cosa possiamo fare

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“Mio figlio mangia pochissimo”. “Mio figlio si rifiuta di mangiare le verdure”. “Mio figlio diventa irriconoscibile a tavola”.

Quante volte ho sentito pronunciare queste parole da parte di genitori disperati, per i quali il momento di mettere i figli a tavola rappresenta un vero e proprio incubo. Le cucine diventano campi di battaglia: pianti, urla, pezzetti di cibo ovunque e piatti che volano per aria.

Cosa possiamo fare noi genitori per cambiare la situazione?

Tra un po' lo vedremo insieme, ma voglio fare una premessa.

Se i vostri figli, mezz'ora o anche un'ora prima del pasto si ingozzano di bibite gassate, merendine e simili, per il momento, è inutile che continuiate a leggere. Iniziate con l'eliminare questi alimenti (se di alimenti si può parlare) dalla vostra lista della spesa e fate in modo che i vostri figli se li ritrovino sottomano solo in occasioni particolari. Fatto questo, se il problema persiste, vi consiglio di continuare con la lettura.

Una delle motivazioni principali per cui un bambino fa i capricci a tavola è che è troppo stanco. Magari ha giocato un po' di più, si è svegliato un po' prima la mattina o non ha fatto il sonnellino pomeridiano. In questo caso, cercate di anticipare l'ora del pasto.

In verità, nel caso di bambini nella fascia di età 1-5 anni, rispettare gli orari dei pasti è fondamentale, il pranzo dovrebbe essere fatto tra le 12 e le 12.30 e la cena tra le 19 e le 19.30; se si tarda troppo, si rischia di mettere a tavola un bambino troppo stanco, nervoso, irritato, che difficilmente presterà attenzione a ciò che ha nel piatto.

Purtroppo, le istituzioni scolastiche non ci aiutano, perchè i bambini che frequentano la scuola materna tornano a casa davvero troppo tardi. Per ovviare a questo inconveniente, facciamo in modo che il pranzo sia un pasto molto veloce, con una sola portata e concentriamoci maggiormente sugli altri pasti, in particolare sulla cena e sulla merenda di metà mattina.

Un altro motivo per cui un bambino rifiuta un piatto è che proprio non gli piace. A voi piace tutto? Avete mai provato a mangiare qualcosa che non vi piace? Ecco per i bambini è lo stesso. Provate quindi a preparare quel piatto in due/tre varianti e se proprio non gli va lasciate perdere.

Nella mia esperienza da mamma ho imparato che per avere successo, basta presentare gli alimenti meno graditi sotto forma di polpetta.

Polpette preparate in tutti i modi possibili e immaginabili:

polpette di carne, polpette di ceci, polpette di lenticchie, polpette di zucchine, di melanzane, di cavolfiore, di pesce ecc, sempre con l'aggiunta di un bel po' di parmigiano. Attenzione però a frullare sempre le verdure e i legumi, i bambini hanno un vero e proprio radar e scoveranno anche un pezzetto piccolissimo di verdura rimasto intero!

L'ultima motivazione che spinge un bambino a non mangiare è che è arrabbiato con voi. So che adesso siete stupiti, anche io lo ero quando l'ho scoperto, durante la lettura del libro di pedagogia “Smettila di fare i capricci”.

Vi riporto due estratti molto esplicativi: “Prova a fare un resoconto delle ultime ore o degli ultimi giorni: pensa se puoi aver mancato in qualcosa, se hai trascurato qualche aspetto della vostra relazione. Se non trovi la causa puoi comunque dimostrarti più attento e premuroso, meno pronto a scattare , per evitare che lui sia costretto a ricorrere a questi stratagemmi. Se riceve le giuste attenzioni durante la giornata, se sa di avere qualcuno che lo ascolta e lo accoglie, se non ha motivi per arrabbiarsi, non dovrà inscenare alcuna lotta di potere”.

Le vere difficoltà non sono legate al cibo, ma alla relazione: è molto più importante curare la nostra relazione, evitare che si creino ferite emotive.

Perciò, se vostro figlio ha dei problemi con il cibo può dipendere dai vostri comportamenti. Non fatevene una colpa, ma siatene consapevoli e impegnatevi per correggere gli errori.

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