Obesità in età pediatrica, aspetti clinici e diagnostici

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Obesità: malattia multifattoriale dovuta all’integrazione tra geni predisponenti ed ambientali ( di tipo macro e micro-sociale), dovuta all’eccessivo incremento ponderale con conseguente eccedenza di adipe.

Il continuo e sempre più prominente aumento dell’incidenza e della prevalenza di obesi in età pediatrica, suggerisce la necessità di un’attenta sorveglianza dell'accrescimento del bambino, al fine di identificare e monitorare quei soggetti tendenzialmente predisposti all’incremento ponderale.

È cosi che cresce l’allarme per l’obesità infantile e adolescenziale, con costi fisici, psicologici ed economici gravosi.

Una scrupolosa anamnesi clinica, focalizzata sulle abitudini alimentari e motorie del bambino oltre che della famiglia, rappresenta il primo passo utile nell’individuare precocemente comportamenti scorretti e rischiosi, il tutto con lo scopo di limitare l’incidenza e la gravità dell’obesità pediatrica e di ridurre parallelamente il numero dei “futuri adolescenti obesi”.

Complicanze

Il costante aumento della disponibilità di cibo industriale e conseguentemente, la riduzione delle occasioni utili a svolgere attività sportive o all’aperto, stanno sempre più incrementando la possibilità di riscontrare complicanze tipiche dell’obesità adulta. Quali:

  • Ipertensione: recenti studi epidemiologici hanno evidenziato che i fenomeni di ipertensione arteriosa nei bambini raggiunge indici elevatissimi, quasi sovrapponibili a quelli presenti negli adulti.
  • Dislipidemie. Il grado di obesità infantile sembra correlato (maggiormente nei maschi) ad elevati livelli di colesterolo LDL, colesterolemia totale e trigliceridi.
  • Insulino-resistenza, Intolleranza glucidica e Diabete di tipo 2. Sebbene il DTM2 insorga di rado durante l’età evolutiva, sempre più frequente risulta, invece, nei bambini e negli adolescenti obesi. Non a caso l’insulino-resistenza rappresenta la più comune complicanza metabolica correlata all’obesità.

Da evidenziare un altro segno distintivo, rappresentato dall’Acanthosis nigricans, fenomeno di iperpigmentazione cutanea localizzata tipicamente a livello di distretti corporei ben definiti, quali: collo, ascelle, inguine e ombelico.

Tale manifestazione potrebbe essere un’importante spia di una sottostante intolleranza glucidica o di DTM2.

  • Steatosi epatica. Molto più comune negli adolescenti che nei bambini, spesso non correlata ad alterazione degli enzimi epatici o ad steatoepatite.
  • Reflusso gastroesofageo.
  • PCOS - Sindrome dell’ovaio policistico.
  • Intolleranza all’esercizio fisico e conseguente Sindrome delle Apnee Notturne. Dovute ad un importante eccesso ponderale.
  • Aspetti sociali.

Perchè una diagnosi precoce?

Sono molteplici i fattori che giustificano l’esigenza di una diagnosi precoce di obesità infantile:

  • Persistenza dell’eccesso ponderale. Più del 50% dei bambini obesi tende a rimanere obeso anche nella vita adulta, con conseguenti rischi del tutto maggiorati.
  • Complicanze. L’obesità è associata a morbilità e mortalità non solo in età adulta.
  • Trattamento. Il trattamento dell’obesità infantile porta maggiori risultati, oltre che migliori e duraturi rispetto a quelli ottenibili in età adulta.
  • Efficacia.

Quali criteri adottare per una corretta diagnosi?

  • Monitorare peso e altezza periodicamente (ogni 6 mesi), durante l’intera età evolutiva.
  • Analizzare l’andamento dei percentili.
  • Intervenire con un trattamento adeguato già alla diagnosi di Sovrappeso.
  • Monitorare con particolare attenzione i bambini con familiarità per obesità.

Conclusioni

L’obesità è diventata la malattia cronica più comune dei nostri tempi, ciò nonostante solo una piccola porzione di giovani obesi entra in programmi di cure.

Non bisogna dimenticare due aspetti fondamentali:

  • Escludere possibili cause genetiche o endocrine
  • Ricercare eventuali complicanze.

Il tutto, discriminando tra biotipi di obesità differenti, fornendo così al paziente una prognosi sulla morbilità e sull’efficacia terapeutica già a lato della diagnosi.

Prospera, quindi, la necessità di interventi efficaci e praticabili di trattamento e, soprattutto, di prevenzione e promozione della salute, diretti a modificare i fattori psicosociali circostanti.

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Cosi come fondamentali saranno le modalità di allattamento, svezzamento, composizione di dieta e porzioni e delle relative ripartizioni caloriche nell’arco della giornata.

L’importanza e la necessità di ricorrere tempestivamente ad un’azione preventiva e mirata, è in grado di scongiurare complicanze ingenti durante l’arco di vita adulta, dell’attuale bambino obeso o in sovrappeso.

Obesità, Dott.ssa Dora Falvo

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