Privacy Policy Obesità infantile, un fenomeno dilagante ma si può prevenire

L'obesità infantile, un fenomeno dilagante ma si può prevenire

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In Italia, patria della dieta mediterranea, due bambini su 10 sono in sovrappeso e uno su 10 è obeso, con una maggiore prevalenza nel centro sud. L’obesità infantile è un fenomeno non solo dilagante ma anche persistente: circa il 50% degli adolescenti obesi rischia di esserlo anche da adulto.

La definizione di sovrappeso/obesità nel bambino è più complessa rispetto all’adulto, il cui peso ideale è calcolato in base al BMI (Body Mass Index o Indice di Massa Corporea = peso in Kg diviso l'altezza in metri, al quadrato). Nei bambini e negli adolescenti  è sufficiente fare riferimento alle curve dei centili dell'IMCUn dato superiore all'85° percentile è indice di sovrappeso, se il dato è superiore al 90°c è indice di obesità.

Per valutare in maniera più adeguata l'eccesso di grasso vengono usati, in centri specialistici, il plicometro (strumento che misura lo spessore del grasso sottocutaneo) o l'impedenziometro (determina l'acqua corporea e per differenza si valuta la massa grassa corporea).

In maniera più semplice, un aumento di una o due curve di centili del peso nel processo di crescita del bambino deve far porre l'attenzione dei genitori su una possibile evoluzione verso l'obesità.

Principali fattori di rischio 

L’obesità infantile ha una genesi multifattoriale, essendo il risultato di diverse cause più o meno evidenti che interagiscono tra loro; una eccessiva/cattiva alimentazione, legata ad una ridotta attività fisica e a fattori di tipo genetico/familiare; rari i casi di obesità legati ad alterazioni ormonali quali ipotiroidismo o disfunzioni surrenali.

Spesso un bambino ingrassa pur non assumendo quantità esagerate di cibo. Questo perché nel 97-98% dei casi l'obesità infantile è legata ad altri fattori: costituzione (familiarità: un bambino con entrambi i genitori obesi ha l'80% di probabilità maggiore di andare incontro al sovrappeso con possibili evoluzioni verso l'obesità); abitudini alimentari incongrue, con ritmo dei pasti alterati o selettività per certi alimenti; sedentarietà.

La restante percentuale (2 - 3%) è legata a cause di altra natura: genetiche; ormonali (è assai raro che in età pediatrica l'obesità dipenda da un cattivo funzionamento della tiroide);- terapie farmacologiche prolungate (ad esempio cortisone assunto a grandi dosi per anni).

Studi effettuati sulle abitudini alimentari di bambini in sovrappeso hanno evidenziato: eccessi di proteine (in particolare di derivazione animale) e grassi; carenze di carboidrati complessi e di fibre (frutta, verdura e legumi); ritmi di alimentazione incongrui (colazione spesso assente, spuntini o merende molto ricche, spizzicare continuo, doppi secondi piatti ai pasti principali).

In questi casi risulta fondamentale indirizzare il più precocemente possibile il bambino verso corrette abitudini alimentari, senza demonizzare alcun cibo: non vi è nessuna documentazione scientifica che stabilisca un nesso tra sovrappeso e intolleranze alimentari di qualsiasi tipo.

Altrettanto importante è stimolare il bambino al maggior consumo energetico possibile attraverso la pratica di uno sport, ma soprattutto con l'abitudine al movimento spontaneo - scale a piedi, passeggiate etc.

Il bambino deve evitare di stare seduto per ore davanti allo schermo della televisione o del computer. É documentato il rapporto diretto tra sovrappeso e ore trascorse davanti al televisore.

I problemi derivanti dal sovrappeso in età pediatrica

L'obesità in età pediatrica viene frequentemente associata a problematiche.Tra le conseguenze precoci le più frequenti sono rappresentate da problemi di tipo respiratorio (affaticabilità, apnea notturna; accumulo di grasso a livello del fegato (steatosi con o senza rialzo delle transaminasi); incremento dell'insulina, con possibile evoluzione verso un diabete di tipo 2; aumento del colesterolo, e/ o dei trigliceridi e dell'acido urico; rialzo della pressione arteriosa; problemi ortopedici; disturbi di carattere psicologico.
Quest'ultimo disturbo può arrivare a stravolgere la vita del soggetto e i suoi rapporti sociali: si comincia col rifiutare gli inviti degli amici fino a chiudersi in se stessi, vittime del proprio problema, che sembra senza via di uscita.

Sviluppo e sovrappeso

Nel processo di crescita del bambino ci sono alcuni momenti più critici per lo sviluppo dell'obesità:

  • La nascita: un basso peso per l'età gestazionale associato ad un recupero rapido favoriscono lo sviluppo di obesità precoci e complicate;
  • Il primo anno di vita: un allattamento materno prolungato previene lo sviluppo di obesità, mentre l'allattamento artificiale eventualmente associato a un divezzamento precoce e troppo ricco di proteine favorisce il sovrappeso;
  • I 4-6 anni: un aumento rapido di peso in questa fase della vita si associa a un accumulo precoce di grasso (early adiposity rebound) e quindi all'obesità;
  • La pubertà: in alcuni casi il momento puberale, soprattutto nei maschi, comporta un buon incremento di massa magra con riduzione di quella grassa e quindi un dimagrimento; tuttavia un ragazzo che arriva all'età puberale già in sovrappeso o che registra un aumento rapido di peso in questa fase della vita diventerà molto probabilmente un adulto obeso.

Il corretto stile di vita

Se l'obesità è il prodotto di familiarità, abitudini alimentari incongrue e scarso movimento, appare evidente che il problema per contrastare l'obesità infantile non è iniziare precocemente una dieta ipocalorica ma aiutare il ragazzo a modificare il proprio stile di vita. 

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