Prebiotici e salute
La definizione comunemente accettata di prebiotici è quella di componenti alimentari che conferiscono benefici all’ospite attraverso la modulazione del microbiota. Il complesso ecosistema microbico che popola le nostre superfici mucose e cutanee è diventato target di diversi approcci per il mantenimento della salute o il trattamento di alcune patologie.
La maggior parte dei prebiotici sono carboidrati non digeribili capaci di resistere agli acidi gastrici e biliari, agli enzimi digestivi e di arrivare immodificati nel tratto intestinale dove esercitano le loro funzioni. I carboidrati non digeribili con funzione di prebiotico sono rappresentati principalmente da oligosaccaridi come fruttani e galatto-oligosaccaridi.
Questi prebiotici si trovano in alimenti come asparagi, cicoria, aglio, cipolla, ma anche nel latte materno e in alcune microalghe, seppure in piccole quantità (questa la ragione per cui si ricorre alla produzione su scala industriale). Dei fruttani, la cui struttura è una catena lineare di unità di fruttosio terminante con un’unità di glucosio, la più conosciuta è l’inulina, oligosaccaride di riserva della famiglia delle Asteracee, per la cui produzione industriale la principale fonte è la cicoria.
Giunti nel lume intestinale i prebiotici fungono da substrato fermentabile per numerose specie microbiche benefiche del nostro intestino (come i Bifidobatteri), in maniera più o meno selettiva. L’effetto più studiato dei prebiotici è la produzione di acidi grassi a corta catena (SCFA, Short Chain Fatty Acids) specialmente acetato e lattato e in misura minore propionato e butirrato. Queste molecole sono tra i metaboliti di derivazione microbica che più hanno attirato l’attenzione per il loro ruolo nella salute dell’ospite.
Gli SCFA hanno prima di tutto un ruolo trofico per gli enterociti (il butirrato rappresenta la prima fonte di energia per le cellule epiteliali intestinali), ma sono anche coinvolti nella differenziazione cellulare, nella funzione di barriera intestinale e nella modulazione di alcune funzioni endocrine ed immunitarie.
Molte di queste funzioni sono legate all’influenza che gli SCFA hanno sulla regolazione genica (è stato scoperto che il butirrato è capace di regolare l’espressione del 5-20% dei nostri geni!). Gli effetti degli acidi grassi a corta catena non si esauriscono nell’intestino, in quanto a livello sistemico esercitano l’azione di modulatori del metabolismo cellulare glucidico e lipidico (specialmente nel fegato e nel muscolo).
La dieta e lo stato nutrizionale sono determinanti importanti della salute umana, ed il loro ruolo nella modulazione del microbiota sta cambiando la visione sulle strategie da intraprendere per migliorarla.
Prebiotici e salute. Dott.ssa Luisa Sandoletti Nutrizionista
Prebiotics: Definition, Types, Sources, Mechanisms, and Clinical Application. (D. Davari et al., 2019);
Probiotics, Prebiotics and Synbiotics-a review. (Kavita.R. Pandey et al., 2015);
The International Scientific Association for Probiotics and Prebiotics (ISAPP) consensus statement on the definition and scope of prebiotics. (G. Gibson et al., 2017);
SCFA: mechanisms and functional importance in the gut. (C. Martin-Gallausiaux et al., 2020).





