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Quando hai fame, mangia

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Un detto Zen dice: “Quando hai fame mangia”. Cosa c’è di strano, è semplice e scontato ma nella realtà questo succede realmente solo quando si è bambini.

I bambini sanno casa fare

fame Quando hai fame, mangiaSolo i neonati e i bambini piccoli sanno in maniera intuitiva cosa mangiare e quando. Provate a far mangiare un bimbo quando non ne vuole, o a fermarlo quando non è ancora sazio, ci potete riuscire momentaneamente distraendolo o se il bimbo è abbastanza grande usando minacce… “se mangi tutto quello che hai nel piatto potrai andare a giocare”.

Man mano che i bambini crescono, mangiare non è più una risposta fisiologica, ma comincia ad assolvere a molti scopi. Serve per calmarsi, consolarsi, premiare o punire, viene dimenticata la relazione semplice e diretta tra fame e mangiare e ci si ritrova ingarbugliati tra svariati tipi di pensieri ed emozioni.

Genitori ansiosi

Spesso sono i genitori, presi dall’ansia, che iniziano ad imboccare forzatamente il loro piccolo temendo che non introduca una quantità sufficiente di nutrimenti. E magari continuano negli anni successivi con affermazioni tipo “Quando ero piccolo io era una rarità mangiare carne, finisci la bistecca!” e anche “Pensa a tutti i bambini che soffrono la fame”… mentre alla tv passano le immagini dei bambini denutriti. E ancora al ristorante “L’hai ordinato e adesso lo finisci perché costa un sacco di soldi”. Quindi l’abitudine di finire tutto quello che viene messo nel piatto se da una parte vi avrà salvato da punizioni o da lunghe ramanzine, dall’altra produrrà una perdita del naturale senso di appetito e sazietà.

La mente comanda il corpo

Succede quindi che la nostra saggezza interiore sul mangiare comincia lentamente a scomparire per lasciare il posto a dinamiche dove la mente prende il sopravvento sul corpo, e il rischio che ne può derivare è di passare l’intera vita tra periodi in cui mangiamo ben oltre il senso di sazietà, e naturalmente ingrassiamo, e periodi in cui ci sottoponiamo a diete rigide che ci mantengono affamati, al fine di perdere il peso accumulato. Ci si può ritrovare inoltre in situazioni dove l’atto di mangiare è guidato da impulsi diversi dalla fame reale, mangiamo per attenuare le ansie e le preoccupazioni della vita quotidiana o cerchiamo di convincerci a non mangiare e ci sforziamo di allontanarci dalla tavola nel tentativo di stare a dieta.

Come possiamo fare per liberarci dalle dinamiche che ci portiamo dietro?

Premesso che non è importante curarsi di come si è innescato questo circolo vizioso o di chi sia la colpa se abbiamo abitudini alimentari malsane, quello che ci deve interessare veramente è: SI PUO’ CAMBIARE? SI, attraverso il potere della CONSAPEVOLEZZA.

  • Chiediamoci quanta fame abbiamo realmente oppure se ci stiamo rivolgendo al cibo per noia, abitudine o in preda ad altre emozioni.
  • Iniziamo a rallentare il ritmo e a fare attenzione a ciò che succede mentre mangiamo.
  • Usiamo tutti i sensi per gustare ciò che stiamo mangiando
  • Scegliamo porzioni moderate, senza eccedere (siamo sempre in tempo a prenderne ancora se lo stomaco lo richiede.
  • Mastichiamo lentamente apprezzando la sensazione di pienezza e soddisfazione che il cibo apporta.

Non pretendete di riuscire sin da subito, sono azioni semplici che richiedono però concentrazione, partirete da qualche breve istante di consapevolezza per arrivare ad invertire le vecchie abitudini e mettere in moto una spinta verso il benessere.

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