Stagionalità dei prodotti, quanto è importante

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Stagionalità dei prodotti

Quante volte ci è stato consigliato di mangiare tanta frutta e verdura? Di scegliere le arance perché sono ricche di vitamina C piuttosto che le banane ricche in potassio?

Dare indicazioni nutrizionali oramai è molto semplice, così come proiettarsi direttamente verso una dieta ipocalorica che miri al rapido dimagrimento. Prima di iniziare un percorso, soprattutto se alimentare, bisogna sempre partire dalle fondamenta per arrivare all'obiettivo finale. C'è un aspetto, infatti, che molto spesso viene trascurato perché magari considerato banale, eppure dietro questa caratteristica si celano preziose indicazioni nutrizionali: la stagionalità.

L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) consiglia di consumare ogni giorno almeno 5 porzioni di frutta e verdura (circa 400-500 g/dì), quantità considerata preventiva per lo sviluppo di malattie cardiovascolari, ma purché siano di stagione, nel rispetto di ciò che la natura ci offre. Solo così potremmo parlare di cospicui apporti di micronutrienti da alimenti di origine vegetale.

Cosa significa scegliere un frutto di stagione?

Siamo così abituati a trovare pomodori tutto l'anno sul bancone ortofrutticolo che neanche ricordiamo più quando dovrebbero essere coltivati e consumati, sebbene scegliere un prodotto di stagione significhi portare a tavola un alimento che sia:

1. Più salubre: un ortaggio o un frutto che venga coltivato nella giusta stagione ha sicuramente bisogno di meno pesticidi e accumula meno sostanze tossiche che si sono rivelate essere dei veri e propri disregolatori endocrini;

2. Rispettoso dell'ambiente: è un prodotto che sicuramente viene coltivato nella nostra zona, non necessita pertanto di essere trasportato a distanza, è disponibile a km 0, meno inquinato e meno inquinante, attraverso le emissioni di CO2 nell'aria da parte dei mezzi di trasporto;

3.  Maggiore quantità di vitamine e sali minerali: il loro contenuto tende a ridursi con i tempi di raccolta e attendere che il frutto raggiunga la giusta maturazione quando è ancora sulla pianta - anziché raccoglierlo acerbo e successivamente aspettare che maturi in atmosfera controllata - ci consente di avere un prodotto molto più nutriente;

4. Più gustoso: anche le nostre papille gustative ci ringrazieranno, perché un vegetale di stagione ha un migliore profilo organolettico, è più saporito e succulento;

5. Meno costoso: sia per i tempi e le modalità di coltivazione e raccolta sia per i trasporti a breve distanza si riducono notevolmente i costi.

Un ultima curiosità ... la natura ha pensato proprio a tutto, mettendoci a disposizione una serie di alimenti a seconda delle nostre esigenze che variano da stagione a stagione.

Quando d'inverno siamo più suscettibili ai malanni e ad una salute più cagionevole, la natura ci offre da un lato agrumi e kiwi come fonte naturale di vitamina C che rinforza le nostre difese immunitarie, dall'altro un tripudio green con le Brassicacee (comunemente note anche come Crucifere per la forma a croce del loro fiore) che sono ricche di sostanze solforate - i sulforafani - responsabili del loro odore non da tutti gradito che, oltre alle note proprietà antitumorali, hanno anche una potente azione battericida.
Nella stagione estiva quando aumenta la sudorazione, troviamo frutti più ricchi di acqua e sali minerali (anguria ciliegie, fragole, melone, pesche, albicocche) e ortaggi giallo-arancio (carote, peperoni, pomodori... )contenenti beta-carotene, il precursore della vitamina A che protegge la nostra pelle dall'esposizione diretta ai raggi solari.

In definitiva, una tavola colorata nel rispetto della stagionalità dei prodotti è sempre la migliore scelta e il punto di lancio per una dieta bilanciata in termini di macro e micro-nutrienti e sicuramente più gradevole al palato, rimanendo fuori dalla monotonia di schemi alimentari rigidi e poco soddisfacenti.

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