Ritenzione idrica e alimentazione

0 669

Ritenzione idrica e alimentazione


Con il termine “
ritenzione idrica si indica la tendenza a trattenere nell’ organismo liquidi, che vanno poi ad accumularsi negli spazi interstiziali, ovvero quelli tra cellula e cellula. Tale accumulo causa edema, un gonfiore anomalo che interessa le zone del corpo maggiormente predisposte anche alla deposizione di tessuto adiposo, quali per esempio l’addome (la cosiddetta “pancia”) e gli arti inferiori, in particolare cosce, glutei e caviglie.

Sebbene si tratti di un disturbo diffuso prevalentemente nel mondo femminile, anche gli uomini ne soffrono. I liquidi che non vengono correttamente smaltiti a causa di un’alterata funzionalità del sistema venoso e dei vasi linfatici ristagnano, e con essi anche un’ampia varietà di tossine in grado di influenzare il metabolismo cellulare, già compromesso dal ridotto apporto di ossigeno.

Si deve ricordare che all’origine del ristagno di liquidi c’è spesso una stasi della circolazione venosa e linfatica; inoltre, è bene non confondere il termine “ritenzione idrica” con “cellulite in quanto, nonostante le aree interessate e la manifestazione visiva siano simili, questi due disturbi hanno cause diverse.

Ritenzione idrica e alimentazione ritenzione idrica e alimentazione Ritenzione idrica e alimentazione Ritenzione idrica e alimentazione1La cellulite, a differenza della ritenzione, è infatti un’ infiammazione del tessuto sottocutaneo che provoca un rigonfiamento e la famosa “pelle a buccia d’arancia”. Un’alimentazione scorretta, specialmente se sbilanciata verso l’assunzione di cibi ricchi di sale e un apporto eccessivo di calorie favoriscono il conclamarsi di questi eventi. L’effetto del sale (cloruro di sodio) sull’accumulo di liquidi (ritenzione idrica) e di grasso è dovuto a vari meccanismi, eccone alcuni. L’eccesso di sodio produce rapidamente ritenzione idrica per effetto osmotico.

Il sale stimola la sete e poiché chi è in sovrappeso od obeso tende a bere più bibite gassate e ricche di zuccheri piuttosto che acqua, viene favorito l’apporto energetico. Il sale stimola anche la fame, riducendo la produzione di leptina, un ormone anoressizzante. Quando aumenta il consumo di sale, tende a ridursi la secrezione di noradrenalina, un ormone indispensabile per sciogliere i grassi. Questo provoca una minore disponibilità di energia proveniente dai grassi, che ostacola la perdita di peso.

La presenza di troppo sale nell’apparato digerente aumenta l’assorbimento degli alimenti ricchi di zuccheri durante la digestione. La presenza di molto sodio in circolo favorisce l’accumulo di energia nel tessuto adiposo. In sostanza, l’energia invece di essere svincolata nei muscoli, si accumula nel grasso (cellule adipose).

Ma non è finita: troppo sale, stimola l’eliminazione di magnesio e potassio. A parità di apporto di sale, più si è in sovrappeso e maggiori saranno gli effetti negativi dell’eccesso di sale.

Il mio consiglio, alla luce di ciò, è sempre quello di affidarsi ad uno specialista della Nutrizione e intraprendere un percorso di sana e corretta alimentazione, riequilibrando, quindi, eventuali, problematiche fisiopatologiche.

Ritenzione idrica e alimentazione, Dott.ssa Francesca Finelli Biologa Nutrizionista

Ricevi aggiornamenti in tempo reale direttamente sul tuo device, iscriviti subito.

Lascia una risposta