Salute fisica e disturbi neurologici nei bambini: quale relazione?

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Lo stato di salute fisica nei bambini con disturbi neurologici come l'autismo, relativi al neurosviluppo, è spesso argomento di discussione. I disturbi neurologici relativi allo sviluppo del sistema nervoso, includono diverse condizioni i cui sintomi hanno inizio durante l’infanzia, come indicato dall’Associazione Psichiatrica Americana; tra questi vi è il disturbo dello spettro autistico (ASD), il disordine da deficit dell’attenzione o iperattività (ADHD) e il disturbo dell’apprendimento (LD).

Queste condizioni hanno sintomi ed espressioni comportamentali comuni, che a volte si manifestano in concomitanza, rendendo difficile l’approccio da parte di medici e familiari.

Recentemente, diversi studi hanno approfondito l’aspetto riguardante i problemi fisici che si trovano ad affrontare bambini e adolescenti con questi disturbi, rintracciando delle similarità riguardo a problemi legati all’alimentazione.

Sebbene la presenza di comorbidità in bambini con deficit neurologici sia quasi una regola più che un’eccezione, nessuno studio ne ha ancora approfondito in modo specifico la salute fisica o offerto una panoramica generale delle associazioni esistenti.

Uno studio su circa 28.000 bambini e adolescenti svedesi ha mostrato una prevalenza significativamente maggiore tra i bambini con disturbi neurologici di condizioni fisiche come epilessia, diarrea, costipazione, enuresi ed encopresi. In particolare, diversi studi hanno riportato una maggiore rappresentazione nei bambini con deficit dell’attenzione o iperattività di sindrome celiaca o di disturbi gastrointestinali.

Le crescenti evidenze scientifiche mostrano come la salute del cervello e quella intestinale siano sempre più in stretta relazione, infatti, l’intestino è fisiologicamente in relazione con il cervello attraverso il nervo vago e il sistema nervoso enterico che regola le funzioni intestinali; di conseguenza, condizioni come stress e ansia, possono diminuire la motilità intestinale.

Inoltre, un fattore fondamentale che sottolinea l’importanza della relazione intestino- cervello nello spettro autistico, è l’aumento della permeabilità intestinale.

La produzione di metaboliti in grado di attraversare la barriera intestinale, come gli acidi grassi a catena corta e altri metaboliti tossici, da parte di un determinato tipo di microbiota, influenza le funzioni cerebrali. Alcuni acidi grassi a catena corta come l’acido propionico, inducono cambiamenti a livello del sistema nervoso centrale, poiché in grado di alterare neurotrasmettitori come la serotonina o la dopamina. Anche il butirrato è in grado di modulare la sintesi di neurotrasmettitori, sebbene abbia nella popolazione generale un’azione anti- infiammatoria. Questi prodotti del microbiota intestinale, in grado di arrivare attraverso la circolazione sanguigna fino al cervello, influenzano il sistema nervoso e inducono disturbi comportamentali.

Ma non è tutto, perché questi metaboliti sono in grado di attivare il sistema immunitario, con conseguente rilascio di citochine pro infiammatorie, che peggiorano la permeabilità intestinale

E’ di notevole importanza sottolineare come questi prodotti del microbiota, in particolare gli acidi grassi a catena corta, hanno una funzione positiva per la salute; infatti, hanno attività anti- infiammatoria, anti- carcinogenica, controllo dell’omeostasi del glucosio e prevenzione dell’insulino- resistenza.

Di conseguenza, la riflessione sul microbioma si sposta verso una visione di insieme: la composizione del microbiota di bambini che presentano autismo è diversa da quella dei bambini senza sintomi autistici, inoltre i bambini che hanno disturbi gastrointestinali e presentano autismo hanno un microbiota meno vario e presentano bassi livelli di Bifidobacterium, Firmicutes ed elevati livellidi  Lactobacillus, Clostridium, Bacteroidetes, Desulfovibrio, Caloramator e Sarcina.

Fonti: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28503135 https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/30043349

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