Sarcopenia, trattamento nutrizionale

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Sarcopenia

E' un fenomeno fisiologico che generalmente inizia attorno ai 50 anni.sarcopenia Sarcopenia, trattamento nutrizionale

La prevalenza nella popolazione tra i 60-70 anni è pari al 5-13% ma aumenta fino al 11-50% nei soggetti con un'età superiore agli 80 anni.

L’EWGSOP suggerisce una stadiazione della malattia in “presarcopenia”, “sarcopenia” e “sarcopenia grave” come riportato in Tabella .

Stage Muscle mass Muscle strength Performance
Presarcopenia
Sarcopenia Or
Severe sarcopenia

 

Nel 2010, il gruppo di lavoro europeo sulla sarcopenia nelle persone anziane (European Working Group on Sarcopenia in Older People, EWGSOP) descrive la sarcopenia come una sindrome caratterizzata da perdita progressiva e generalizzata della massa e della forza dei muscoli scheletrici con rischio di esiti avversi come disabilità fisica, scarsa qualità della vita e morte.

Nel 2019, l’EWGSOP 2 aggiorna i criteri per la diagnosi di sarcopenia alla luce dei nuovi studi presenti in Letteratura. Nell’ultima revisione, la forza muscolare riveste un ruolo primario nel prevedere gli esiti avversi rispetto alla massa.

Nel 2010, la Society for Sarcopenia, Cachexia, and Wasting Disease ha elaborato raccomandazioni nutrizionali specifiche per la prevenzione, la gestione ed il trattamento della sarcopenia.

L’intervento nutrizionale deve fornire un adeguato apporto calorico e di nutrienti, tenendo conto di età, sesso, profilo metabolico, stato di salute, livello di attività fisica e terapie concomitanti. Deve essere prolungato per un tempo sufficiente ad avere un impatto sulla salute del muscolo.

Proteine ed Amminoacidi specifici

Il metabolismo delle proteine muscolari è fortemente dipendente dall’apporto di proteine e amminoacidi di origine alimentare.

I dati epidemiologici indicano che il 32-41% delle donne e il 22-38% degli uomini di età superiore a 50 anni consuma un quantitativo minore di proteine rispetto a quello raccomandato.

La maggior parte dei ricercatori concorda sul fatto che gli anziani dovrebbero essere incoraggiati ad assumere 1- 1,5g/kg/die di proteine attraverso il consumo di una porzione moderata (25-30 g) di fonti proteiche di alta qualità ad ogni pasto al fine di garantire una maggiore risposta anabolica nelle 24 ore.

La cinetica di assorbimento delle proteine alimentari a livello intestinale influenza la sintesi di proteine muscolari postprandiali. Questa osservazione ha condotto allo sviluppo del concetto di proteina “veloce” e “lenta” sulla base della differente cinetica di digestione ed assorbimento.

Negli anziani, le proteine rapidamente assorbite (ad esempio, le proteine del siero del latte), stimolano la sintesi proteica postprandiale in modo più efficiente rispetto a quelle a lento assorbimento (ad esempio, caseina del latte).

Aminoacidi a catena ramificata (branch chain aminoacids, BCAA) sono metabolizzati solo nel muscolo scheletrico, poiché l'enzima BCAA amino-transferasi non è presente nel fegato (sito in cui sono presenti in concentrazioni massime gli enzimi che metabolizzano tutti gli altri amminoacidi).

Inoltre, a riposo, BCAA, ed in particolare la leucina, hanno effetto anabolico attraverso una maggiore sintesi proteica e/o un tasso ridotto di degradazione proteica, determinando un bilancio proteico muscolare netto positivo.

Vitamina D

La vitamina D è un ormone generato dalla fotolisi del 7-deidrocolesterolo della cute attraverso i raggi UV o ottenuto dalla dieta.

I  livelli sierici di vitamina D diminuiscono con l'invecchiamento a causa dell'assunzione alimentare inadeguata, della ridotta esposizione al sole e della ridotta conversione renale della vitamina D in forma attiva.

Bassi livelli di vitamina D sono correlati ad una minore forza muscolare, maggiore instabilità corporea, cadute e disabilità, sia in uomini che donne anziani.

È attualmente raccomando di misurare i livelli sierici di 25-idrossi Vitamina D in tutti i pazienti sarcopenici e prescrivere integratori di vitamina D ai soggetti con valori inferiori a 30 ng/mL.

Le fonti dietetiche più ricche vitamina D3 (colecalciferolo) includono pesci grassi (ad esempio salmone, sgombro e aringhe), oli di fegato di merluzzo bianco, tonno, uova, fegato. Gli alimenti fortificati con vitamina D come latte, pane, alcuni yogurt e formaggi sono ampiamente disponibili negli Stati Uniti, e alcune margarine, cereali e latte in Europa.

Apporto di Calcio

L’introito medio giornaliero di calcio nella popolazione italiana risulta insufficiente, specie in età senile. Il fabbisogno quotidiano di calcio degli anziani è rappresentato nella tabella.

Età Fabbisogno di Calcio (Mg)
60-74 o >75 anni

(maschi)

1000
60-74 o >75 anni (femmine) 1200

Fabbisogno quotidiano di calcio negli anziani, suddivisi per sesso (SINU, 2014).

È preferibile correggere la carenza di calcio attraverso un approccio alimentare adeguato attraverso l’aumento dell’assunzione di latte, yogurt, formaggi, legumi secchi, pesce, molluschi, verdure a foglia verde scuro.

Quando questo approccio non permette di raggiungere il fabbisogno giornaliero di calcio, allora si può prevedere un’integrazione: le dosi consigliabili di supplementi vanno commisurate al grado di carenza alimentare (in genere comunque non sono opportune dose superiori ai 500- 600 mg/die).

Attività fisica

Le indicazioni del PROT-AGE Study Group raccomandano di praticare esercizi di endurance per 30 minuti al giorno, oppure per tempi e modalità che siano personalizzati e sicuri. Inserire un progressivo training di resistenza con sessioni da 10 a 15 minuti o più, da effettuare 2-3 volte alla settimana, sembra efficace nel rallentare la perdita muscolare.

 

Sarcopenia, Dott.ssa Miriana Sanzo Biologa Nutrizionista

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