Sindrome metabolica, un killer silenzionso

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La sindrome metabolica o sindrome X, rappresenta una plurisindrome in quanto per diagnosticarla non è necessario un solo valore alterato ma diversi.

In particolare, i diabetologi, hanno esaminato i criteri diagnostici e indicato i seguenti requisiti:

  1. Circonferenza vita > 102 cm nell’uomo e > 88 cm nelle donne;
  2. Glicemia a digiuno oltre 110 mg/dl;
  3. Ipertensione arteriosa con valori oltre 130/85 mmHg;
  4. Ipertrigliceridemia con valori sopra i 150 mg/dl;
  5. Bassi valori di colesterolo HDL.

La sindrome metabolica è correlata a una elevata incidenza di patologia cardiovascolare che risulta dalla somma dei singoli fattori sopra citati, e pertanto è importante correggere i singoli fattori di rischio.

Quali sono questi fattori di rischio?

OBESITA’ CENTRALE O VISCERALE  si tratta di un’obesità definita “androide” o a “mela”, determinata da un accumulo di adipe nella regione addominale. Questo tipo di grasso ha caratteristiche metaboliche in quanto ha la capacità di produrre ormoni e ha una maggior quantità di acidi grassi liberi. Ciò va a determinare un loro utilizzo energetico da parte del fegato con conseguente aumento di glucosio nel sangue e un’eccessiva captazione di acidi grassi da parte del fegato con inizio di steatosi e aumento di sintesi del colesterolo LDL.

INTOLLERANZA AI GLUCIDI La glicemia è superiore a 110 mg/dl e ciò si accompagna a insulinoresistenza e quindi iperinsulinismo. Tale situazione è indicata anche prediabete e rappresenta un importante fattore cardiovascolare.

IPERTENSIONE ARTERIOSA  I valori superano una soglia di normalità e spesso tali pazienti sono già in cura con farmaci adeguati. La pressione alta rappresenta un fattore di stress per il sistema cardiovascolare e ciò va ad incidere sul benessere degli altri organi.

IPERTRIGLICERIDEMIA I livelli sono superiori a 150 mg/dl e ciò è dovuto essenzialmente a un’iperalimentazione, quindi obesità, quindi dismissione di acidi grassi dagli adipociti e ridotto utilizzo di glucosio.

A questi si uniscono altri fattori di rischio come: IPERURICEMIA e IPERCOLESTEROLEMIA.

Dimagrire è sicuramente la terapia migliore, cercando di raggiungere in maniera lenta e costante un BMI < o uguale a 25. Ma è importante prevenire tale sindrome e la miglior prevenzione è adottare uno stile di vita sano: mantenere un peso corporeo in normopeso, eseguire un’alimentazione equilibrata ed effettuare un’attività fisica costante preferibilmente di tipo aerobico.

 

Sindrome metabolica, un killer silenzionso. Dott.ssa Carolina Girolami Biologa Nutrizionista

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