Stagionalità dei cibi, rispettarla vuol dire salute in tavola

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Stagionalità dei cibi, rispettarla vuol dire salute in tavola

L’importanza di rispettare la stagionalità degli alimenti, in particolare di frutta e verdura, è un concetto purtroppo sottovalutato. Consumare alimenti seguendo il naturale ciclo delle stagioni, gustando i cibi quando sono più genuini, con la maggiore concentrazione di sostanze protettive e riducendo il rischio di ingerire sostanze fertilizzanti, che possono essere dannose per la salute è fondamentale per il benessere a 360 gradi.

Carboidrati, proteine, lipidi ecc, nella cucina tradizionale italiana sappiamo come combinare gli alimenti utilizzando solo quello che la natura mette a disposizione. Ma non va dimenticato purtroppo che  con i processi di industrializzazione e le sempre più avanzate tecnologie alimentari, ci siamo abituati ad avere sempre a disposizione sul banco dell’ortofrutta, qualsiasi alimento noi desideriamo, senza ricordare la corretta stagionalità dei nostri cibi. Questo però comporta un aumento del consumo di prodotti da serra con un elevato contenuto di conservanti, come ad esempio gli antimicrobici.

L’educazione alimentare parte  anche da aspetti semplici e spesso sottovalutati della nostra alimentazione, come quello della scelta dei prodotti vegetali da consumare nei vari periodi dell’anno. Il nostro organismo al cambiare della temperatura e delle condizioni ambientali modifica le sue esigenze e le sue necessità, ed è in primo luogo per questa ragione che il regime dietetico che seguiamo deve mutare in favore degli alimenti di stagione.
Per fare un esempio, basti pensare ai frutti estivi, alla loro ricchezza in acqua e minerali, sicuramente un valido aiuto per prevenire la disidratazione e ripristinare le perdite idriche dovute al caldo.

La nostra Dieta Mediterranea ci insegna,  che in una corretta alimentazione devono essere presenti almeno 5 porzioni di frutta e verdura al giorno se si vuole mantenere, o raggiungere, un buono stato di salute dell’organismo. Quindi bisogna  capire come non  introdurre una gran quantità di prodotti da serra, ad elevato contenuto di sostanze chimiche, potenzialmente dannose per la salute, cosi da non  rischiare che questa diventi  una vera e propria abitudine.

Inoltre, la frutta e la verdura di stagione, soprattutto se consideriamo quelli locali (a chilometro zero), impiegano molto poco tempo ad arrivare sulle nostre tavole, quindi sono più fresche, conservano la massima espressione qualitativa di nutrienti, perchè raccolti nel loro naturale periodo di maturazione, e privilegiare anche il gusto e l’intensità dei sapori che la natura ci offre, più buone e conservano una quantità di vitamine decisamente più elevata rispetto alla frutta e alla verdura fuori stagione o di importazione, che devono percorrere molta strada prima di raggiungere le nostre tavole.

Inoltre, è esperienza comune, notare come i prodotti fuori stagione, e quelli di importazione, abbiano un costo decisamente più elevato. Dunque, rispettare la stagionalità, si riflette anche nel rispetto dell’ambiente e del pianeta e ci permette di nutrirci con prodotti di qualità superiore ad un prezzo inferiore. Un altro aspetto importante da considerare è che una corretta alimentazione, per essere quanto più sana possibile, deve essere varia, e consumare frutta e verdura di stagione ci aiuta a rispettare questo principio. Infatti, se imparassimo a rispettare la stagionalità e a consumare solo ciò che la natura ci offre in un determinato periodo dell’anno, non dovremmo neanche sforzarci per cercare di variare la nostra alimentazione.

Inoltre le nostre esigenze nutrizionali non sono sempre le stesse durante tutto l’anno, ma a seconda della stagione il nostro organismo può aver bisogno di vitamine, oligoelementi e sali minerali differenti. La natura ci offre tutto quello di cui abbiamo bisogno, necessario per il nostro benessere. In inverno, ad esempio, troviamo verdure come cavoli, cavolfiori, broccoli, bietole, spinaci e frutta come arance, mandarini, kiwi, mele, pere, tutti molto ricchi di vitamina C e ci aiutano a rafforzare le nostre difese immunitarie per far fronte ai malanni dell’inverno, come raffreddore e influenza. In primavera, invece, predominano carciofi, asparagi, ravanelli, finocchi, fragole, alimenti che hanno in comune il fatto di avere un effetto diuretico e depurante, perfetti per eliminare un po’ di tossine che potremmo aver accumulato durante l’inverno.

In estate invece, il nostro organismo necessita di una maggiore idratazione, poiché a causa delle elevate temperature aumenta la sudorazione e corriamo il rischio di andare in contro a disidratazione. Ecco che ad aiutarci intervengono alimenti ricchi d’acqua, come l’anguria, il melone, le pesche, i pomodori, peperoni, zucchine e melenzane, che contengono anche una buona quota di carotenoidi, sostanze antiossidanti che proteggono la nostra pelle dai raggi del sole.

In autunno, poi, la natura ci permette di prepararci al lungo e freddo inverno, regalandoci prodotti molto nutrienti come mele, pere, patate, castagne, zucche, cachi, ricchi di carboidrati e proteine da usare come riserva nel periodo invernale. Matura inoltre la frutta secca, che oltre a vitamine e oligoelementi, ci offre anche una buona quota di acidi grassi essenziali.

Quindi rispettare la stagionalità degli alimenti fa parte del viaggio chiamato educazione alimentare ed è la base per un percorso nutrizionale di cambiamento duraturo e reale.

Stagionalità dei cibi, rispettarla vuol dire salute in tavola. Dott.ssa Francesca Finelli Biologa Nutrizionista

 

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