Studio della composizione corporea. Quando peso ed altezza non bastano

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Tramite il peso e la statura calcoliamo l’Indice di Massa Corporea (IMC) o nella terminologia anglosassone il Body Mass Index (BMI). Più specificamente l’IMC è dato dal peso espresso in kg rapportato al quadrato della statura espressa in metri. Secondo il Ministero della Salute il range di normalità per l’IMC è compreso tra 18,5 e 25.

Il grosso limite dell’IMC è quello di non poter distinguere tra due individui con diversa massa muscolare e conformazione fisica. L’esempio più lampante è quello del body-builder e del sedentario sovrappeso-obeso. Con un BMI superiore a 25, il body-builder potrebbe avere una percentuale di grasso inferiore al 9,0%; per contro il sedentario con lo stesso valore di BMI sarebbe fatto per più del 30% di grasso. Quindi da valutare, oltre il peso corporeo è indispensabile conoscere la percentuale di tessuto adiposo.

In linea generale la percentuale di grasso corporea da considerarsi ottimale nel caso degli uomini è compresa tra l’8  ed il 16%, nel caso delle donne tra il 18 e il 26%.

Dunque per un’effettiva valutazione dello stato di forma di un individuo, non possiamo limitarci all’analisi del peso e dell’altezza , ma effettuare la misurazione della composizione corporea in termini di massa grassa, muscolo ed acqua.

Tutto ciò è possibile ricorrendo ad una misurazione di facile utilizzo e non invasiva nota come bioimpedenziometria, ma di grande supporto sono anche la rilevazione delle circonferenze.

La bioimpedenziometria e le circonferenze corporee, ci permettono di valutare le variazioni di massa grassa e massa magra durante il nostro percorso. Ad esempio, se si inizia a fare sport e a seguire un’alimentazione sana nello stesso momento, si può notare ad un primo controllo che il peso rimane invariato o comunque diminuito di poco, ma bioimpedenziometria variata a favore della massa magra e centimetri diminuiti. Per tutti questi motivi è fondamentale eseguire la bioimpedenza non solo in occasione della visita iniziale ma anche in ogni incontro successivo al primo.

La metodica BIA o bioimpedenza è senza dubbio la più economica, versatile, pratica e in più non è invasiva (cioè non apporta nessun tipo di danno al paziente).

La capacità del corpo umano di condurre corrente elettrica è nota da più di cento anni. Poiché l’acqua corporea contiene numerosi soluti, quando essa viene attraversata da una corrente elettrica conduce elettricità come una soluzione elettrolitica

Durante la misurazione il soggetto si trova disteso su di un lettino con gli arti superiori distanziati dal tronco e gli arti inferiori distanziati tra di loro. Gli vengono dunque applicati due coppie di elettrodi (di cui uno iniettore e l’altro sensore) sul dorso della mano e sul dorso del piede nello stesso lato del corpo. Il macchinario attraverso gli elettrodi eroga una corrente alternata a bassa frequenza (50 kHz). Gli elettrodi sensori leggono la corrente in uscita che risulta inferiore rispetto a quella in entrata perché nel suo passaggio attraverso i tessuti biologici ha incontrato diverse forme di resistenza. Inoltre mentre il passaggio attraverso i fluidi appare costante le membrane cellulari e le altre interfacce si comportano come condensatori: accumulano cariche elettriche che poi vengono rimesse in circolo tutte assieme determinando così uno sfasamento del flusso di corrente in uscita (fenomeno noto come reattanza). In generale i tessuti ricchi d’acqua e di elettroliti oppongono al passaggio della corrente elettrica una resistenza sensibilmente inferiore rispetto al tessuto adiposo ricco di lipidi.

Una volta note la resistenza e la reattanza si eseguono una serie di passaggi matematici che portano alla determinazione dell’acqua totale corporea (TBW, Total Body Water). Si assume dunque che tutta l’acqua corporea sia contenuta nella massa libera da grasso (FFM, Fat Free Mass), essendo invece il grasso (FM, Fat Mass) fortemente idrofobo. Più precisamente la FFM è fatta per il 73% da acqua! Nota la TBW si potrà determinare la FFM attraverso una semplice equazione:

FFM = TBW/0,73

Secondo il modello bicompartimentale il peso totale corporeo è dato da FFM + FM. Quindi dal momento che conosciamo la FFM e il peso corporeo, sarà possibile conoscere la FM sottraendo al peso corporeo la FFM.

A conclusione di questa rapidissima misurazione (occorrono secondi) potremmo disporre di dati relativi allo stato di idratazione e alla quantità di grasso e di tutto ciò che non è grasso.

In conclusione…

La nostra costituzione corporea è qualcosa di molto complesso. Quindi difficile da classificare solo come peso ed altezza.

I nutrizionisti conoscono e applicano l’antropometria (la scienza che si occupa di misurare il corpo umano nella sua totalità o nelle sue componenti), strumento irrinunciabile per poter definire lo stato nutrizionale di una persona e valutarne il fabbisogno.

Fondamentale è poi lo studio della composizione corporea (massa magra e massa grassa) perché consente di stabilire con precisione l’eccesso ponderale e di valutare i progressi in corso di dietoterapia. L’obiettivo perseguito consiste infatti nella perdita esclusiva della massa grassa. La massa magra va invece preservata.

… e per finire qualche consiglio …

Prima di mettervi in testa di dimagrire adottando qualsiasi tipo di strategia, il primo passo consiste nel conoscere meglio il vostro corpo e la vostra costituzione.

Potrete cominciare con il rilevare le vostre circonferenze assieme al peso e alla statura, la massa corporea, arrivando a calcolare l’IMC, il rapporto vita-fianchi. È già un buon inizio.

Per meglio definire i vostri fabbisogni nutrizionali sarà utile riferirsi ad un esperto. 

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