Ti posso offrire un caffè?

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Ti posso offrire un caffè? 

Il caffè non è solo una bevanda, ma un modo di interazione con gli altri, un pretesto per stare in compagnia e scambiare due chiacchiere.

In Italia ne siamo grandi consumatori eppure ne ignoriamo le reali caratteristiche. Ad esempio siamo convinti che il nostro caffè espresso o il caffè alla moka siano più “forti” di quello “alla americana”.

In realtà il caffè all’americana è un caffè filtrato, preparato ponendo il caffè tostato e macinato grossolanamente, su un filtro di carta e facendovi passare al di sopra acqua bollente, per un tempo di contatto di circa 6 minuti. Mediante tale procedura l’efficienza di estrazione della caffeina, è molto elevata (97-100%) e una tazza di caffè alla americana ne contiene circa 115-120 mg.

L’espresso al bar, invece, ha un’efficienza di estrazione della caffeina di appena l’80% con un contenuto medio per tazzina di 40-60 mg.

Se siete tra coloro che ricercano il caffè ristretto nela convinzione di avere una concentrazione maggiore di caffeina, sappiate in realtà esso contiene meno caffeina di un espresso lungo!

Viceversa quindi, se richiedete un caffè lungo, per limitare l’effetto “sprint” del caffè, state sbagliando! Dovreste ordinare un caffè normale ed eventualmente allungarlo con acqua calda.

Con la moka otteniamo un caffè con un contenuto di caffeina superiore a quello del bar (60-80 mg).

La quantità di caffeina infatti, dipende non solo dal tipo di miscela utilizzata ma anche dalla quantità di polvere usata e di acqua impiegata e dal tempo di contatto tra acqua e polvere di caffè oltre che dalla temperatura raggiunta.

Maggiore sono i tempi di contattato tra acqua e caffè e la temperatura, maggiore e l’efficienza di estrazione della caffeina.

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QUANTI CAFFÈ AL GIORNO?

In genere si consiglia di non superare le 5 tazzine al giorno di espresso, tuttavia ad oggi è noto che dipende dal genotipo. Si è scoperto di fatti che esistono metabolizzatori lenti di caffeina, per i quali sussiste un maggior rischio cardiovascolare (tachicardia, ipetensione) e per i quali gli effetti positivi del caffè non applicabili.

Per ogni tazza di caffè si stima un aumento della pressione sistolica (la massima) di 0.8 mmHg e 0.5 mmHg di quella diastolica 8la minima).

Tuttavia, occorre ricordare che la quantità di caffeina va correlata anche con il consumo di alimenti, quali thè, cioccolato, Energy drink.

Il thè ed il cioccolato contengono, oltre alla caffeina altre metilxantine, quali teofillina e teobromina.

CAFFÈ E COLESTEROLO

Verso gli anni ’80 si supponeva che il caffè innalzasse i livelli di colesterolo nel sangue. In realtà, questo assunto deriva dalla scoperta che il caffè contiene due diterpeni oleosi: cafestolo e kahweolo. Si tratta di sostanze grasse vegetali.

Esse vengono però trattenute normalmente dai filtri, ad eccezione nella tipologia “norvegese” in cui non si usano filtri di alcun genere.

In conclusione l’incidenza del consumo d caffè sui livelli di colesterolo ematico è trascurabile.

CAFFÈ, EMICRANIA E DOLORE

La caffeina riduce l’emicrania facilitando assorbimento dell’ergotamina (vasocostrittore).

Ha un’azione antidolorifica, poiché attiva le vie noradrenergicheche sopprimono il dolore e stimola il sistema nervoso riducendo la componente affettiva che elabora lo stimolo.

QUANDO EVITARE IL CAFFÈ?

Il caffè stimola la secrezione gastrica per questo va evitato in caso di ulcera gastrica

CAFFÈ E ALZHEIMER

A del cervello la caffeina riduce la produzione della beta amilode, una proteina che tende ad accumularsi a livello cerebrale nelle persone affette da Alzheimer.

METABOLISMO DELLA CAFFEINA

La caffeina è assorbita entro 90 minuti dalla sua assunzione a livello del tratto gastrointestinale. All’interno dell’organismo è veicolata da proteine e riesce a raggiungere anche il cervello e la placenta. Viene metabolizzata soprattutto a livello epatico e renale. La sua emivita nell’adulto è di circa 3-4 ore; nel bambino e nell’anziano l’emivita risulta maggiore per il ridotto funzionamento degli enzimi addetti al su catabolismo.

Il fumo, accelerando il metabolismo epatico, ne riduce l’emivita, l’acol e i contraccettivi orali invece la prolungano.

Allora, ci prendiamo un caffè? Io direi di sì 🙂

Buon caffè a tutti!

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Ti posso offrire un caffè? Dott.ssa Castiglia Vincenza Biologa Nutrizionista

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