Cibi light, ma aiutano veramente a dimagrire?

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Cibi light, ma aiutano veramente a dimagrire?

Per prodotti light si intendono prodotti “alleggeriti” ossia modificati nella loro composizione originale in modo da ottenere prodotti quanto più simili possibili agli equivalenti tradizionali, ma caratterizzati da una minore densità calorica e quindi adatti ad apportare un minor numero di calorie per singola porzione.

In genere per ottenere questo scopo vengono ridotti i grassi, gli zuccheri o l’alcol, ma per mantenere sapore e consistenza spesso si aggiungono vari tipi di additivi, fibre alimentari non digeribili, come la cellulosa o si operano sostituzioni mirate dei grassi con proteine vegetali o amidi modificati; anche il saccarosio può essere sostituito con edulcoranti ipo- o acalorici.

La finalità con la quale prodotti del genere sono stati inizialmente concepiti era quella di aiutare coloro i quali desiderano introdurre meno calorie alimentari allo scopo di perdere peso e raggiungere il loro obiettivo senza eccessive rinunce.

Ci si è accorti che nonostante le premesse teoriche molto promettenti, nella pratica i prodotti light funzionano poco.

Prima di tutto è vero che questi prodotti consentono un risparmio delle calorie introdotte, ma il margine non è molto ampio, per cui possono essere usati al posto degli analoghi “normali” ma entro quantità ben definite.

Inoltre occorre sempre leggere attentamente le etichette nutrizionali: per esempio la cioccolata con il fruttosio al posto del saccarosio può andar bene per chi ha problematiche di glicemia, ma l’apporto calorico è uguale a quello della cioccolata tradizionale.

I prodotti light danno un falso senso di sicurezza, che porta a consumarne quantità elevate, perché da un punto di vista psicologico il loro impiego ci dà la sensazione di potersene concedere consumi maggiori.

Bisogna quindi fare attenzione: i prodotti “senza qualcosa” non risolvono da soli il problema delle calorie introdotte in eccesso e vanno consumati con accortezza perché possono essere sbilanciati da un punto di vista nutrizionale.

Per esempio i biscotti o lo yogurt a ridotto quantitativo di grassi hanno un maggior contenuto in zuccheri semplici, per non parlare dei prodotti senza glutine che hanno meno proteine del corrispondente prodotto “normale” ma molti più grassi. Per tale ragione tali prodotti, indispensabili per i celiaci, devono essere evitati da chi non lo è.

Lo stesso discorso dei cibi light vale per le bevande light, che non offrono particolari vantaggi per la salute rispetto alle versioni normali e pare che possano anche influenzare, modificandola, la flora intestinale!

Anche in questo caso si corre il rischio di adottare dei comportamenti compensatori che annullano i potenziali benefici derivanti dal ricorso alle bevande light!

Quindi possiamo concludere che non c’è nulla di male nel ricorrere ai prodotti light, ma se desideriamo dimagrire occorre controllare la quantità e la qualità di tutto quello che mangiamo e non giustificare il ragionamento che “tanto si tratta di un cibo light, ne posso mangiare quanto voglio”!

 

Cibi light, ma aiutano veramente a dimagrire? Dott.ssa Laura Dipasquale Biologa Nutrizionista

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